
“Siamo esseri intelligenti esperti in matematica e capaci di organizzare nel tempo sequenze coerenti di suoni al fine di produrre una composizione denominata musica, una forma d’arte che per verità, eccellenza, originalità ed altre qualità indefinibili produce, nella mente e nei sensi di chi la ascolta, un piacere trascendentale chiamato bellezza”.
Siamo anche molto altro ma, questo, glielo abbiamo taciuto (agli alieni).
Ci piace mostrare sempre e soltanto il nostro lato migliore, n'est-ce pas?
Se il libro di cui al post precedente non dovesse funzionare (per cambiarvi la vita), c'è sempre questo sito voglioviverecosi.com.
Naturalmente, se siete in fuga da voi stessi, non c'è sito o libro che possa risolvervi il problema... ma tentar non nuoce, giusto?
Segnalo questo libro di Wynton Marsalis.
Il jazz mi ha regalato altri occhi con cui guardare le cose ma ormai non ve lo dico più.
<< La mia intenzione è di correggere il modo di ascoltare il jazz, dimostrando che i concetti che stanno alla base di questa musica possono cambiarvi la vita. Vorrei aiutarvi a percepire la musica e a individuare le differenze tra i suoni e le personalità dei grandi musicisti: Dizzy Gillespie, Billie Holiday, Miles Davis, Ornette Coleman, Charlie Parker, Jelly Roll Morton, John Lewis e altri ancora. Lancerò uno sguardo su ciò che passa per la mente dei musicisti in azione; cercherò di dimostrare la centralità del blues, di spiegare in che cosa l’improvvisazione jazz differisce da ogni altra forma di improvvisazione musicale, di esplorare la dialettica creativa tra l’espressione di sé e il sacrificio di sé nel jazz, una tensione che sta alla base dello swing, nella musica e nella vita >> W. Marsalis
Sarò felice di leggerlo anch'io, così, per ricordarmene...
Buon ascolto.
C'era una volta, tanti tanti giorni fa, una borsa lasciata su una sedia, in ufficio, che si muoveva...
L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi; cammino dieci passi e si allontana di dieci passi.
E allora a cosa serve l'utopia?
A continuare a camminare.
(E. Galeano)
Una giornata alle corse,
seguita da un tuffo
in piscina,
seguito da cinque minuti
nella sauna,
seguita da una doccia,
seguita dalla lettura della posta
(non molto interessante)
poi la mogliettina
racconta qualcosa della sua
giornata,
i miei sette gatti mi accolgono
uno alla volta
e la serata
comincia.
Dal puro inferno a questo.
Riuscirò a sopportarlo?
Ci riuscireste voi?
Ma non preoccupatevi,
l'inferno tornerà,
rinvigorito,
mi troverà
di nuovo
più vecchio, più grasso
e io ti farò rapporto,
caro lettore,
nello stile a cui
ti sei
abituato.
(C. Bukowski)
Per paura che troppo facilmente
ti conosca, tu giochi con me.
Per nascondere le tue lacrime,
mi acciechi con scoppi di riso.
Conosco, conosco la tua arte.
Non dici mai le parole che vorresti.
Per paura che io non ti apprezzi
mi eludi in mille modi.
Per paura che ti confonda
con la folla, ti metti in disparte.
Conosco, conosco la tua arte.
Non cammini mai per la strada che vorresti.
Tu chiedi più di tutti gli altri,
per questo sei silenziosa.
Poi con scherzosa indifferenza
rifiuti tutti i miei doni.
Conosco, conosco la tua arte.
Tu non accetti mai ciò che vorresti.
Tagore
Quando vedi che ti guardo
tu fai finta di volare.
(Piero Ciampi, Bambino mio)
ROMA - La felicità è contagiosa: si trasmette, infatti, da una persona all'altra, anche se l"untore'' felice non conosce direttamente gli individui destinatari della sua gioia. E l'effetto 'contagio' dura fino a un anno.
Lo dimostra uno studio diretto da Nicholas Christakis della Harvard Medical School e dell'Università della California a San Diego: la ricerca mostra, infatti, che quando un individuo è felice contagia gli amici e gli amici degli amici, disperdendo la sua gioia su tre gradi di connessioni nella rete sociale.
Pubblicato sul British Medical Journal, lo studio è stato condotto sul campione della precedente indagine 'Framingham Heart Study' sulla salute degli americani: 5124 adulti di 21-70 anni reclutati e seguiti tra 1971 e 2003.
Gli autori dello studio hanno trovato 53.228 connessioni sociali tra i 5124 partecipanti, e si sono quindi concentrati su 4739 persone seguite dal 1983 al 2003. Ad essere fondamentale in questo meccanismo di trasmissione della felicità, hanno ossrvato i ricercatori, è la distanza tra i soggetti.
Se due amici vivono infatti a mezzo miglio di distanza (800 metri circa) e uno dei due vive un periodo felice, l'altro ha il 42% in più delle chance di essere felice a sua volta.
Le chance calano all'aumentare della distanza: due miglia (3,2 km circa) equivale a una probabilità di essere contagiato dalla felicità dell'amico del 22% in più. Fortunatamente, però, la tristezza non riesce a diffondersi così a macchia d'olio, sostengono gli autori del lavoro.
Fonte: ANSA
Io non devo preoccuparmi. Sono vaccinata.